Questa è una visione molto particolare che mi ha turbato. Era da poco uscito il precedente numero di Ariminum che trattava dell’eccezionale attività della Croce Rossa Americana a Rimini per l’assistenza ai numerosissimi rifugiati dalle terre invase dagli Austriaci durante la prima guerra mondiale (che, non dimentichiamo, devastarono e saccheggiarono le regioni occupate), quando ho visto un sindaco della nostra provincia lamentarsi che 15 profughi ospitati in un albergo del suo Comune costituivano un danno al turismo ed emanare un’ordinanza interdittiva di tipo «sanitario».

Mi sono chiesto: non era forse una Repubblica della stessa diocesi del Montefeltro che accolse decine di migliaia di sfollati (si parla di centomila) durante la seconda guerra mondiale? San Marino – uno Stato sovrano con proprie leggi e non una circoscrizione amministrativa con ordinanze di dubbio valore – pur avendo soltanto 15.000 abitanti non ha respinto i profughi e non si è appellato al turismo: come scrisse papa Paolo VI, «soltanto la coscienza civile può oggi apprezzare il sacrificio di un piccolo popolo che si affama per contribuire a sfamare».

Poi, guardando sempre nel Montefeltro, mi sono ancora domandato: ma non è stato a Pugliano, dove si trova la Villa Battelli ora chiamata Villa Labor, che furono salvati tanti profughi ebrei dai contadini di quelle lande che hanno sfidato leggi fasciste, ingiuste e terribili, nella stessa seconda guerra mondiale? E in quel periodo non vi erano soggetti in camicia nera che proprio in questo territorio hanno contribuito al contrario a uccisioni e massacri non di profughi ma di uomini che aspiravano ad un Paese migliore?

Il turismo: ma chi si è operato tanto per avere turismo in questa zona? Non mi soffermo su un mio diretto ascendente che anni fa percorse queste terre, le fotografò innamorato della loro bellezza, promosse convegni, scrisse libri tra i quali uno, Pianeta Valmarecchia che, nonostante i suoi 40 anni, è tuttora una base di conoscenza della valle; ma ci vogliamo dimenticare di chi pensò ad organizzare le giornate dell’antiquariato o la manifestazione degli «Artisti in Piazza» che tanto successo raccoglie, oppure delle iniziative di Tonino Guerra, che in questo Comune condusse gli ultimi anni della sua vita valorizzando a più non posso il Montefeltro? E Tonino Guerra non fece realizzare sette tappeti di ceramica da Giò Urbinati proprio a Bascio, dove la stupenda torre domina l’alta valle? Ma Bascio in quale Comune si trova? Quale altra iniziativa è stata proposta per valorizzarlo?

E lo stesso sindaco ha mai speso una parola o un’ordinanza per contrastare quelle gigantesche pale di 200 metri che si vogliono costruire sul monte proprio di fronte a Bascio che faranno ombra alla bellissima torre alta solo un decimo, e sopra quella Gattara dove visse la poetessa del Cinquecento Francesca Turini?

Nella mia visione, il turismo si difende e si promuove valorizzando ciò che è bello, ostacolando progetti faraonici distruttivi del paesaggio e non opponendosi all’accoglienza di 15 profughi.

Ariminum, agosto settembre ottobre 2023