di giugno e luglio 2026
Prima impressione (spazio senza fine). Australia, viaggio on the road con Barbara e Paolo, il figlio che vive laggiù, tra Perth, 2 milioni di abitanti, e Port Gregory, 50 residenti. Centinaia di chilometri di un deserto a perdita d’occhio, composto di sabbia, rocce, cespugli ma anche di acqua salata, di laghi asciutti e oceano. Noi su un nastro di asfalto che attraversa l’outback, con l’orizzonte che non finisce mai.
Guardo la cartina, siamo soltanto un puntino microscopico in un territorio spaventosamente ampio. Di fronte un’immensità di spazi infiniti eppure il mio sguardo può arrivare solo a un millimetro di un territorio rappresentato in decine di centimetri. Mentalmente ascolto la canzone Road Trippin’ dei Red Hot Chili Peppers: non è la meta che importa ma il viaggio, let’s go get lost… perché questo viaggio resterà sempre nella mia mente.
Ma mi chiedo: chi sono io in mezzo a questo nulla? Un granello di quella sabbia, eremita nel senso etimologico della parola, cioè colui che vive nel deserto?
Seconda impressione (tempo senza fine). Eremo di Calomini in Garfagnana, con Barbara, Raffaello e Rita. Una giovane donna, una mistica, ci guida, come eremiti nel deserto egiziano, in una grotta a meditare con il Salmo 51, cantato in aramaico. È lo stesso suono che avrei ascoltato duemila anni fa da Gesù in una sinagoga. Mi tremano i polsi al solo pensiero.
Duemila anni eppure oggi. Mi chiedo: allora duemila anni sono trascorsi invano? Il Suo “Pace a voi” dov’è finito? Eppure in quella meditazione il tempo non esiste più, sono lì con le stesse pene, le stesse sofferenze, le stesse gioie e la stessa felicità che hanno provato tutti gli uomini nelle infinite generazioni che si sono avvicendate. Sono di fronte a un immutabile stato d’animo che aspira alla serenità: il tempo è come un nemico sconfitto, percepisco l’eternità.
Terza impressione (memoria senza fine). Sono insonne in un’ora della notte: al buio sembra che lo spazio non esista e che il trascorrere del tempo sia impercettibile. Come non ripensare alla prima e alla seconda impressione? La potenza della memoria è travolgente: tutti i ricordi si trasfigurano, diventano essi stessi senza spazio (che importanza ha dove sono effettivamente avvenuti?) e senza tempo (che importanza ha quando siano effettivamente avvenuti?). Eppure sono dolci e contemporaneamente amari, mi riempiono la mente ma non li posso più afferrare. Occasioni che si fermano un momento, che se ne vanno e non torneranno, mi resteranno senza fine nella memoria.
Arriva l’alba, vede i miei occhi: ritornano lo spazio e il tempo, la vita di sempre. Ma le impressioni non svaniscono.