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di agosto, settembre e ottobre 2026

Come sta la cultura a Rimini?

Dal punto di vista del cittadino, l’interesse è sicuramente enorme: le manifestazioni organizzate dalle strutture culturali del Comune, dall’Istituto Storico locale, dal Meeting (anche quando non c’è il Papa) o altri enti anche privati hanno riscosso un successo straordinario. Le presentazioni di libri, i cicli di conferenza, le inaugurazioni di mostre hanno spesso registrato il tutto esaurito ed anzi il problema è proprio quello di spazi troppo angusti per accogliere tutti gli interessati.

Personalmente ho assistito a tanti incontri in cui occorreva arrivare con grande anticipo pur di conquistarsi un posto a sedere e non è il caso di elencare qui quanti eventi sono stati organizzati, quanti illustri relatori hanno potuto riscontrare la partecipazione attiva dei cittadini. Cito per tutti l’incredibile afflusso per il ciclo su Omero tenuto da Marinella De Luca: mille persone in coda da due ore prima dell’inizio della conferenza per entrare nel teatro Galli senza avere la certezza di potersi sedere, costituiscono un record senza precedenti.

Ma dal punto di vista dell’osservatore, non posso non notare l’indifferenza mostrata da parte di taluni sul successo degli eventi culturali: Soloni che criticano sempre tutto a prescindere, disquisendo come i bizantini sul sesso degli angeli, non riescono a rilevare il fattore positivo dell’interesse così spiccato da parte della cittadinanza. Ci sono poi coloro che si occupano solo di cronaca, anche la minima, ma trattano la cultura con sufficienza quando addirittura non la ignorano. Raramente ho letto un articolo, che non fosse la copia di un comunicato stampa del Comune, sulle tantissime persone in piazza Cavour in attesa di assistere alla già citata relazione di Marinella De Luca, fila che pure era sotto le finestre di un quotidiano. Però siamo stati informati di come ha trascorso il ferragosto Louis Dassilva.

Questa distanza con il sentire comune la dice lunga sulla differenza tra chi ama la cultura, ossia il normale cittadino, e chi invece la considera utile solo per polemizzare. Mi infastidisce che l’arte, la letteratura e la storia debbano essere intese come una zona di guerra tra esperti – vero o presunti – con aspre discussioni spesso venate di invidia. Ho mostrato a molti studenti, riminesi, immigrati o figli di immigrati i luoghi più interessanti di Rimini, e questo ha sempre ispirato curiosità, comprensione e apprezzamento, forse perché sapere di vivere in un territorio tanto pieno di storia e di arte induceva affezione e serenità.

Credo perciò che la cultura, anziché luogo di sterili diatribe, sia un potente mezzo di pace: amare la propria città per ciò che ha di bello muove in noi un sentimento di rispetto, così decisivo nel mondo di oggi.

Ulisse (Samuele Grassi, ©)

Ariminum, agosto settembre ottobre 2026