Se le visioni purtroppo molto spesso non si realizzano, a volte invece si ha la bellissima sorpresa che si avverano. Ho sempre immaginato di incontrare prima o poi un operatore che pensa alla cultura non come una statua deteriorata dal tempo ma come motore di sviluppo sinergico che crea spazi per tutti, dà la possibilità di esprimersi a chi vuole offrire arte, che riscopre istituzioni quasi dimenticate e le valorizza, che rende vivo un territorio togliendolo dal degrado.
Credo che Elena Zanni, con le giuste idee e la giusta determinazione, abbia in qualche modo realizzato questo sogno: già da tempo ha reso punto irrinunciabile per il cinema il mitico Fulgor, proiettando film d’autore o riproponendo opere che si stavano dimenticando, ed ha così reso vitale una parte del Corso d’Augusto.
Ma la sua scommessa più ardita è stata di elaborare nuovi progetti e dedicare nuove energie ad un’area cruciale riminese ma quasi esclusa dall’interesse cittadino: la parte dei terreni vicini alla stazione dove si trovano il cinema Settebello e il dopolavoro ferroviario, zone che hanno perso la loro funzione, lasciate ad un progressivo degrado. Elena, con la collaborazione di Angela, ha costituito così l’“area settebello a7b” dove eventi musicali si alternano a presentazioni e libere discussioni su libri proposti da autori oppure tavole rotonde e conferenze: l’iniziativa ha già avuto un grande successo di partecipazione.
Per una volta non si è assistito alla solita speculazione edificatoria in una logica di mero profitto, ma ad un progetto di recupero che, ritrovata l’iniziale finalità popolare di istituzioni centenarie, salvaguarda le finalità sociali e nello stesso tempo ospita spettacoli, musica e dibattiti culturali per tutti, con un ristorante self service alla portata di ogni famiglia.
Elena ed Angela hanno reso più vissuta e quindi più vivibile una parte della città relegata ai margini; non chiedono assistenza pubblica, solo interesse ed attenzione da parte dei cittadini per continuare a proporre nuove iniziative, sempre a sfondo culturale.
Direi proprio di essere di fronte ad una visione realizzata.
Ariminum, novembre dicembre 2025