Ho letto che una nuova ditta produrrà artigianalmente birre con nomi inequivocabilmente inglesi e ho subito pensato ai veri artigiani nostrani che parlavano orgogliosamente solo dialetto, a volte addomesticato con l’italiano per far capire che in fondo anche loro avevano un briciolo di cultura.
Trovarne uno che sapesse l’inglese era impossibile, al massimo qualche parola di anglitaliano, pronunciata perché spacciata dalla televisione come segno di presunta elevazione sociale.

Ho allora sognato che tutti apprezzavamo chi parlava e curava il dialetto e disprezzavamo gli snob che maltrattavano l’italiano infarcendolo di inglesismi.

Quando però ho sentito che Rèmin veniva chiamata Rimining, mi sono risvegliato: la latina Ariminum era diventata una colonia anglosassone.

Ariminum, settembre ottobre 2019