Giovedì 1’ maggio, a Talamello, nella terrazza di Piazza Garibaldi, andrà in scena la presentazione del libro di Andrea Montemaggi.
Il volume è edito dalla società di Studi Storici per il Montefeltro nella collana Monografie n.30, con il contributo del Comune di Talamello, della Cgil Rimini e del Sindacato Pensionati Italiani.
Ad intervenire anche l’avvocato Enrico Amati, presidente della Camera Penale di Rimini.
Il Comune di Talamello è lieto di annunciare la Festa del 1° Maggio 2025, un evento che si terrà il prossimo 1° maggio alle ore 11 nella suggestiva cornice di Piazza Garibaldi.
Questa celebrazione intende ripristinare un’antica tradizione di convivialità e riflessione sul tema del diritto al lavoro valorizzando la figura di Amintore Galli, illustre cittadino di Talamello e compositore dell’Inno dei Lavoratori, la cui musica ha accompagnato le lotte operaie per decenni.
Una targa commemorativa, impreziosita da parole del poeta Tonino Guerra, ci ricorda l’importanza storica e culturale di Galli: “Da questo piccolo borgo, create da Amintore Galli, sono rotolate nelle valli d’Italia le note che hanno tenuto compagnia a tutti i lavoratori”.
Un programma ricco di storia, cultura e tradizioni. La giornata si aprirà con un convegno storico organizzato in collaborazione con la Società di Studi Storici per il Montefeltro e la CGIL Rimini, dove verrà presentato il libro “Amintore Galli e l’Inno dei Lavoratori”, scritto da Andrea Montemaggi.
Dopo il convegno, la festa proseguirà con un pranzo in piazza, recuperando le tradizioni conviviali della zona, con fave, formaggio e altri prodotti tipici stagionali, simbolo della genuinità del territorio.
Amintore Galli e l’Inno dei lavoratori Il volume, approfondisce la genesi e la diffusione dell’Inno e il suo ruolo nella storia sociale italiana, evidenziando il dualismo tra il grande successo del canto e la repressione statale che ne ostacolò l’esecuzione.
Si tratta di una ricerca svolta per molti anni sulla genesi e sulla diffusione dell’inno composto da Amintore Galli, a cui è intitolato il teatro comunale di Rimini.
All’eccezionale successo del componimento, il più celebre alla fine dell’Ottocento e famoso persino oltre i confini italiani, si accompagnò una repressione capillare che colpì con numerosi processi anche chi solo intonava il canto.
Migliaia di pagine dei principali quotidiani, processi negli archivi di Stato e sentenze sono stati vagliati per ricostruire la storia dell’Inno dal punto di vista sia della sua fortuna, sia dell’atteggiamento punitivo da parte dello Stato.
La ricostruzione storica fornisce uno spaccato molto significativo della turbolenta situazione sociale, dei moti di protesta (Sicilia, Lunigiana, Milano) e del rapporto tra potere giudiziario e potere esecutivo fino all’avvento del Fascismo.
Il convegno vedrà la partecipazione del prof. Avv. Enrico Amati, presidente della Camera Penale di Rimini.
